Lo scontro Trump-Zelenskyy
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Lo scontro Trump-Zelenskyy: la storia sotto i nostri occhi

10 minuti di storia, inaspettati e per certi versi sconvolgenti.

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Lo scontro Trump-Zelenskyy scuote da giorni la geopolitica e le relazioni internazionali. Venerdì 28 Febbraio ha avuto luogo l’incontro tra il Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump e il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenskyy per stringere un accordo sui minerali strategici, le c.d. “terre rare” che, secondo la trattativa tra i due capi di Stato, valgono circa 500 miliardi di dollari.

Come si è arrivati alla rottura

L’appuntamento serviva per firmare il suddetto accordo, e doveva svolgersi in un clima sereno e disteso. La giornata si è aperta con la battuta di Trump durante la stretta di mano con l’omologo ucraino: “Sei vestito elegante oggi“; commentando gli indumenti del presidente ucraino, invero non diversi da quelli indossati quotidianamente dall’inizio del conflitto.

Poi, seduti nello Studio Ovale, alla presenza dei giornalisti scelti dalla Casa Bianca e in diretta televisiva, l’incontro inizia con toni pacati.

Ma la situazione si scalda quando Zelenskyy, in riferimento alla diplomazia di cui parlavano Trump e il suo Vice, JD Vance, ricorda l’accordo di cessate il fuoco del 2019 infranto da Putin senza che nessuno lo fermasse.

Lo scontro Trump-Zelenskyy: 10 minuti di storia

Da lì, JD Vance controbatte: “Penso che sia una mancanza di rispetto venire qui nello Studio Ovale e cercare di litigare di fronte ai media americani”. E continua: “Dovresti ringraziare il presidente”.

La conversazione si accende ancora di più quando Zelenskiy replica: ”Durante la guerra tutti hanno problemi, anche voi che avete un bell’oceano di mezzo, non lo sentite ora, ma lo sentirete nel futuro”.

Il presidente statunitense risponde: ”Non dirci cosa sentiremo. Non sei nella posizione di dettarlo. Al momento non sei in una buona posizione. Non hai le carte“. E il presidente ucraino “Non sono qui per giocare a carte”.

O fai un accordo o noi ci tiriamo fuori

Stai giocando con la terza guerra mondiale, quello che stai facendo è una mancanza di rispetto per il nostro Paese”, replica Trump.

Hai una buona chance di emergere bene grazie a noi. Vi abbiamo dato, con quello stupido presidente, 350 miliardi” riferendosi a Biden, “Senza le nostre armi la guerra sarebbe finita in due settimane. […] Ci dici che non vuoi il cessate il fuoco, che vuoi questo o quello. Se puoi ottenere un cessate il fuoco lo prendi, così le pallottole smettono di volare“.

Zelenskiy risponde “Ovviamente vogliamo fermare la guerra. Quello che ti ho chiesto sono garanzie“.

Io voglio un cessate il fuoco. Io vi ho dato i javelin. Devi essere più riconoscente perché non hai le carte” ribadisce Trump.

Aftermaths

Alla fine della discussione, il presidente ucraino lascia la Casa Bianca, e più tardi scrive su X un messaggio per provare a distendere gli animi: “Grazie Presidente Trump. […] L’Ucraina ha bisogno di una pace giusta e duratura, e noi stiamo lavorando proprio per questo”.

Di contro, il tycoon su Truth ribadisce la sua fermezza e decisione: “Sono arrivato alla conclusione che il presidente Zelensky non è pronto per la pace [..] puo’ tornare quando è pronto“.

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