Dopo settantatré anni dal titolo di Ascari, con il terzo posto nel Gran Premio del Messico Andrea Kimi Antonelli è campione del mondo. Il più giovane campione della storia e il primo pilota nato negli Anni Duemila a riuscire a conquistare il titolo iridato.
Un successo che, alla vigilia della stagione, sembrava destinato al ben più esperto compagno di scuderia, George Russell. Nonostante una seconda parte di stagione che ha visto il ritorno competitivo di Red Bull, Ferrari e McLaren, il baby campione bolognese ha dimostrato una solidità invidiabile.
Chiusa la questione per il mondiale piloti, mancano solo pochi punti alla Mercedes per ottenere il titolo anche nei Costruttori. Viste le crescenti tensioni nel Golfo, se anche questo titolo dovesse essere assegnato tra Brasile e Las Vegas sembra scontato un annullamento degli ultimi due appuntamenti in Qatar e ad Abu Dhabi.
Solidità e talento
Andrea Kimi Antonelli nasce a Bologna il 25 agosto 2006, e fin da bambino dimostra un’enorme passione per i motori. Ovviamente, passione trasmessa dal padre Marco, da sempre coinvolto nel mondo del Motorsport.
Dal 2019 comincia la sua carriera tra i kart, raggiungendo il secondo posto nel FIA Karting European Championship. Nel 2020 si affaccia alle competizioni mondiali, ma senza replicare gli ottimi risultati europei.
Poi inizia a correre per la Prema in Formula 4, e da qui inizia la sua ascesa nei campionati professionistici. Un’ascesa spinta dalla Mercedes, poiché parte della Academy tedesca, che nel 2024 annuncia di volergli affidare il secondo volante del team di Formula Uno dal 2025, con George Russell.
Nella prima stagione in F1, Andrea Kimi Antonelli mostra grande talento, ma alla fine, complice una parte centrale della stagione difficile, chiude l’anno al settimo posto, con 150 punti.
La stagione della consacrazione di Andrea Kimi Antonelli
Kimi comincia la stagione 2026 come conclamato secondo volante della Mercedes. Dopo i test invernali e le primissime uscite, però, sembra chiaro che le frecce d’argento siano le vere favorite dell’anno. Con i nuovi regolamenti, tuttavia, c’è ampio margine per gli sviluppi delle vetture.
Le Mercedes capitalizzano il loro vantaggio iniziale. Russell vince davanti ad Antonelli in Australia alla prima uscita stagionale e in Cina commenta così la possibile lotta per il titolo iridato: “Max, Lewis e Charles sono i più temibili. Kimi? Sì, dai, è veloce anche lui”.
E proprio in Cina comincia il dominio del ragazzo bolognese. Prima pole, dopo diciassette anni da quella di Fisichella in Belgio, e prima vittoria, a 20 anni dal trionfo in Malesia sempre di Fisichella.
Da lì vince anche in Giappone, a Miami, in Canada, a Montecarlo e in Belgio, e chiude la prima metà di stagione con 50 punti di vantaggio su Hamilton e la Ferrari.
Il trionfo in rimonta a Monza (primo italiano a vincere da Scarfiotti nel 1966) e i successi in Spagna e ad Austin lo portano al match point in Messico.
Ormai irraggiungibile per i due piloti britannici, Andrea Kimi Antonelli si laurea campione del mondo alle 23:24 del 1 novembre 2026. Il decennio d’oro dello sport italiano si incorona di un nuovo alloro, con un italiano che torna a essere Campione del Mondo di Formula Uno.
A piangere sono soprattutto i ferraristi, che dal 2008 attendono di poter tornare al successo, ma ancora una volta vedono qualcuno passare avanti. Diciotto anni da eterni secondi. Ma nelle ultime gare sembrano esserci prospettive più rosee. Chissà che questo decennio non regali in futuro un’altra grande gioia.
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