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L’IA nel cinema. Il caso Tilly Norwood.

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Nuove proteste ad Hollywood tra attori ed esperti del settore cinematografico. Ad aver scatenato le discussioni una presentazione avvenuta il 27 settembre di una ragazza di nome Tilly Norwood durante lo Zurigo Film Festival.

Era un evento cinematografico come tanti altri. Ma ad attirare l’attenzione è Eline Van der Velden attrice e imprenditrice che in un’intervista fa conoscere il nuovo prodotto della sua azienda chiamata Xicoia, specializzata nel generare, tramite l’intelligenza artificiale, star e talenti per il mondo dello spettacolo. In questa occasione la Van der Velden ha presentato Tilly Norwood, l’ultimo progetto dell’attività. Si tratta della prima attrice creata con l’IA, che già si è fatta conoscere al pubblico sui social, grazie al suo profilo Instagram aperto da qualche mese, dove parla di sé mostrando il suo talento nell’interpretare scene di film conosciuti. “Vogliamo che Tilly diventi la prossima Scarlett Johansson o Natalie Portman, questo è l’obiettivo di ciò che stiamo facendo” ha detto la Van der Velden presenta La sua creazione.

L’intervista non è passato in sordina. Hollywood che già aveva scioperato nel 2023 per l’uso dell’intelligenza artificiale nella produzione dei film, non ha lasciato correre quando è stato reso noto che la ragazza IA, nuovo futuro della recitazione, senza esperienze di alcun tipo, ha già ottenuto un ruolo per uno sketch comico. Da lì anche grandi personalità del mondo della cinepresa sono scese in campo opponendosi alla situazione, per fermare ogni possibile intervento e non dare vita a trend.

Cinema vs IA

Sebbene l’intelligenza artificiale stia entrando a far parte di qualsiasi settore, un esempio recente nella moda con l’ultima campagna di Benetton, che ha usato un cast totalmente artificiale, per gli attori reali sembra essere un allarme che suggerisce che presto verranno rimpiazzati. Tra le lamentele da parte dei divi di Hollywood c’è la totale mancanza di personalità di Tilly Norwood. L’aspirante attrice pur essendo dotata di un’identità ben delineata, per recitare non possiede un proprio stile, ma è un sunto di analisi su analisi di scene cinematografiche girate da attori in carne e ossa. Quindi non esisterebbe nessun attore IA se non ci fossero stati prima gli attori umani.

A farsi subito portavoce degli interpreti del cinema il sindacato statunitense che li rappresenta, il SAG-AFTRA, che in merito alla questione ha dichiarato:

“SAG-AFTRA crede che la creatività debba rimanere centrata sull’uomo. L’unione si oppone alla sostituzione degli artisti umani con dei sintetici”

Per essere chiari, “Tilly Norwood” non è un’attrice, è un personaggio generato da un programma informatico che è stato formato sul lavoro di innumerevoli artisti professionisti, senza permesso o compenso. Non ha esperienza di vita da cui attingere, nessuna emozione”

Non risolve nessun “problema” — crea il problema di usare spettacoli rubati per mettere fuori gioco gli attori, mettendo a repentaglio il sostentamento degli artisti e svalutando l’arte umana” ha continuato l’ente.

La difesa della Xicoia

La fondatrice della Xicoia ha voluto spiegare l’intento del suo progetto cercando di apparare qualsiasi polemica:

Non vedo l’IA come un sostituto delle persone, ma come un nuovo strumento, un nuovo pennello. Proprio come l’animazione, i burattini o la CGI hanno aperto nuove possibilità senza togliere nulla alla recitazione dal vivo, l’IA offre un altro modo di immaginare e di costruire storie. Sono un attore anch’io e nulla – certamente non un personaggio di IA – può rubare l’abilità o la gioia della recitazione umana”.

Le persone si stanno rendendo conto che la loro creatività non deve essere limitata da un budget: non ci sono limiti creativi ed è per questo che l’intelligenza artificiale può davvero essere positiva. Si tratta semplicemente di cambiare il punto di vista delle persone” ha chiarito Van der Velden.

Poi facendo riferimento ai vantaggi di questa nuova tecnologia ha aggiunto: “L’intelligenza artificiale velocizza tutto. Quindi, invece di impiegare tre mesi per ottenere la sceneggiatura di una commedia, la realizzerei in un mese. Invece di impiegare tre giorni per girare la commedia, posso farlo in un giorno. Ed è per questo che non ho paura, l’AI non può portarmi via il desiderio creativo”. Tra le tante motivazioni ha parlato anche di richieste recenti ricevute da alcune star. È stata manifestata la volontà di vedere sullo schermo la loro versione più giovane, un’esperienza che solo l’IA è in grado di dare.

Recitazione e autenticità

Gli animi non sembrano calmarsi. Rimane aperta la questione. Ciò che sarebbe più efficiente in termini di tempo e budget secondo gli attori di Hollywood toglierebbe verità e cuore alla recitazione di un ruolo, rendendo nullo il potere del cinema di saper emozionare. D’altra parte spaventa l’idea di creare divi “immortali“, di precludere al pubblico il rapporto con le celebrità fuori dal set ad eventi ed interviste reali. La paura è che con il passare del tempo si tolga autenticità nel campo della cinepresa, rendendo piatto il prodotto che si offre al pubblico. Rimane comunque da chiarire, se si pensa alle differenze tra IA accusata di vendere un prodotto non autentico, e attori, quanta verità già ci sia nel mondo del cinema come è ora, fatto da persone reali.

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