In questi giorni Rockstar ha annunciato l’ennesimo rinvio per GTA VI. Il gioco più atteso dell’ultimo decennio uscirà il 19 novembre, invece che il 26 maggio. Questo nuovo ritardo di sei mesi, che va ad accumularsi con il precedente rinvio dalla finestra natalizia del 2025, ha gettato ombre inquietanti sulla nuova produzione di Rockstar Games.
Qual è la causa di questo ritardo? I primi leak sul gioco, in fondo, erano usciti ormai due anni fa, con diverse polemiche riguardo ai sistemi di sicurezza interna di Take-Two Interactive, casa madre di Rockstar. In questi giorni, invece, si discute di un presunto atteggiamento antisindacale da parte degli sviluppatori, che avrebbero licenziato ben quaranta membri dell’area britannica. Il motivo? Avrebbero chiesto di potersi dotare di un sindacato.
Nonostante le secche smentite da parte di Take-Two e Rockstar, il titolo azionario della casa madre ha visto un calo vertiginoso in queste ore. Gli azionisti non sono contenti di questo ennesimo rinvio.
E non solo loro. L’intera industria dei videogiochi dovrà ora riorganizzare le uscite, visto lo shock sulle vendite che GTA VI avrà al lancio. Si ipotizza, come anticipato già lo scorso 26 maggio, che il gioco di Rockstar fagociterà l’intero mercato per almeno due mesi, per poi restare in cima alle classifica di vendita per un decennio.
Secondo alcune stime, infatti, GTA VI dovrebbe portare nelle casse di Rockstar Games circa 2 miliardi di dollari solo nella prima settimana. GTA V è valso a Take-Two più di 10 miliardi di dollari in circa 10 anni, tra copie vendute e contenuti in-game per il comparto online. Sarà con ogni probabilità il gioco più venduto della storia. Il problema, a questo punto, è capire quando mai si riuscirà a giocarlo.
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