Curiosità

L’aurora boreale e la tempesta geomagnetica

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Il cielo torna a regalare spettacoli magici. Nella notte tra l’11 e il 12 novembre, nella volta celeste sopra le alpi italiane, è stato possibile vedere l’aurora boreale, un fenomeno che ha colorato il panorama notturno, specialmente in Piemonte e Valle d’Aosta, di tonalità rosse, viola e rosa.

La causa di questo avvenimento, solitamente non visibile a delle latitudini basse come quelle italiane, è stata dovuta ad una tempesta geomagnetica di intensità G4 (calcolata su una scala di valori che ha come estremi massimi G1 e G5). Nella sua rarità, ha avuto luogo una delle tempeste solari più potenti dell’anno.

Il fenomeno nel cielo

L’aurora boreale deriva dalla reazione tra le particelle cariche provenienti dal Sole, con il campo magnetico dell’atmosfera terrestre. Il loro incontro crea delle onde luminose, che si diradano nei cieli stellati. Solitamente si tratta di un evento atmosferico visibile esclusivamente nelle regioni polari. Ma periodi di forte attività solare, come quelli che si stanno riscontrando recentemente, hanno fatto arrivare le luci anche verso il Sud. Questo ha fatto sì che il fenomeno fosse avvisato nel Nord Italia, in Piemonte e Valle d’Aosta, raggiungendo anche più in là l’Abruzzo e le coste mediterranee della Sardegna.

Espulsione massa coronale

La tempesta geomagnetica verificatasi, e in atto tuttora, ha registrato un’intensità particolarmente alta, perché avvenuta in seguito a un “Cme“, cosiddetta dagli esperti “cannibale“. Secondo il NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) due espulsioni di massa coronale (Cme), cioè materia espulsa dal Sole sotto forma di plasma, si sarebbero fuse in un unico flusso prima di arrivare verso la Terra amplificando il campo magnetico interplanetario, causando una reazione più potente del previsto.

Tuttavia nella notte tra il 13 e il 14 novembre è molto probabile che verranno registrati nuovi avvistamenti luminosi nel cielo. In Italia, soprattutto nell’arco alpino l’orario più adatto per l’osservazione resta tra le 22 e le 4 di notte. Anche Canada, Usa e Regno Unito hanno potuto beneficiare di questo spettacolo. Come avvisa la NOAA, data la portata dell’attività magnetica, potrebbe avere delle ripercussioni, rendendo difficoltose le comunicazioni con satelliti, radio e GPS nonché reti elettriche.

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