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Il colibrì e l’adattamento del suo becco agli abbeveratoi degli umani

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Secondo degli studi, alcune specie di colibrì si stanno adattando molto alla vita urbana, evolvendo un becco adattabile agli abbeveratoi degli esseri umani. Questo potrebbe essere il segno di una possibile specie commensale, ossia in grado di vivere a stretto contatto con le persone e trarre vantaggi da questo rapporto, come i piccioni.

Il Calypte anna

Negli ultimi tempi, le dimensioni e la forma del becco dei colibrì di Anna(calypte anna) sono cambiate. Normalmente i colibrì possiedono un becco lungo e sottile per raggiungere il nettare nelle profondità dei fiori, mentre questa specie sta evolvendo becchi più lunghi e grandi, adattabili ai dispenser di acqua all’interno di varie abitazioni.

Un’altra scoperta interessante riguarda i maschi della specie. Oltre ad aver sviluppato un becco più lungo, è diventato anche più appuntito. Le mangiatoie per colibrì sono diventate aree di forte competizione, e i maschi si sono adattati per poter respingere i rivali in modo più efficace.

I cambiamenti morfologici dei colibrì sono avvenuti rapidamente. Secondo lo studio, le popolazioni di Calypte anna nel 1930 erano molto diverse da quelle del 1950, quando il becco degli uccelli aveva già iniziato a crescere. Nel giro di soli 20 anni, l’evoluzione ha lasciato il segno. Per condurre la ricerca, il team ha utilizzato i dati degli avvistamenti della specie in tutte le 58 contee californiane tra il 1938 e il 2019 e ha analizzato gli esemplari conservati nei musei. Inoltre, i ricercatori si sono basati anche sui vecchi giornali per stimare il numero di abbeveratoi in uso nel secolo scorso e hanno sviluppato un modello per prevedere l’espansione dei colibrì.

Non solo il becco

L’influenza dell’uomo non si è limitata a modificare la morfologia degli uccelli, ma ha anche cambiato il loro comportamento e la loro distribuzione geografica. I colibrì di Anna, che in passato vivevano principalmente in California, si sono spinti sempre più a nord, arrivando fino al Canada. Questo spostamento ha portato la specie a colonizzare ambienti più freddi, un cambiamento reso possibile proprio dalla presenza di mangiatoie che offrono cibo tutto l’anno. Un altro fattore che ha contribuito è stata la diffusione dell’eucalipto, pianta non autoctona introdotta dall’Australia, ma che ora fornisce un’ulteriore fonte di nettare, un’altro risultato dell’intervento umano.

Questa evoluzione è affascinante ma allo stesso tempo lascia riflettere. Il fatto che i colibrì si adattino alle nuove abitudini create dall’uomo dimostra quanto le nostre azioni abbiano impatti profondi sugli ecosistemi, anche quando sono involontarie. La forma del becco dei colibrì è cambiata, ma non tutte le specie saranno altrettanto fortunate nell’adattarsi.

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Articoli scritti
Sofia Ricci

Studentessa del Sistema Moda dell'Istituto Leon Battista Alberti. Vorrei realizzare tutti i miei sogni, ma cerco di restare con i piedi per terra. Spoiler: non ci riesco.

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