Rivoluzionario e leggendario, lo SNES compie in questi giorni 35 anni, e sebbene la “Grande N” non preveda azioni significative per celebrare, è giusto ricordare l’epopea del Super Nintendo Entertainment System.
Un debutto problematico
Se in Giappone, al lancio, Nintendo aveva piazzato in poche ore più di 300 mila copie della console, negli Stati Uniti e in Europa la situazione fu molto diversa. Negli USA il Super Famicom (nope nipponico) arrivò nel 1991, con il nome di SNES, con un anno di ritardo rispetto al Mega Drive di SEGA. Una rivalità che non aveva in patria, ma che in terra americana era spietata. SEGA aveva lanciato la sua console in tutto il mondo già nel 1990, mentre Nintendo era in chiaro ritardo.
Il Mega Drive, che negli USA si chiamava Genesis, aveva una campagna promozionale che oggi sarebbe impossibile da replicare. Genesis does what Nintendon’t, un gioco di parole passato alla storia, con un marketing chiaramente anti-Nintendo.
In Europa, la situazione fu ancor più ardua. SNES arrivò nel 1992. Due anni di ritardo. Come potè lo SNES recuperare un chiaro svantaggio nelle tempistiche di uscita?
Lo SNES conquista i 16-bit
Il Super Nintendo Entertainment System si rivelò la migliore console a 16-bit grazie, soprattutto, ai suoi giochi. Super Mario World e Street Fighter 2 portavano nelle case dei videogiocatori brand impareggiabili per SEGA. Le IP di Nintendo, da sempre, sono il punto forte della “Grande N”, e ancora oggi le permettono di giocare un ruolo fondamentale mercato.
Ormai schiacciata la resistenza di SEGA, Nintendo era pronta per un pasillo de honor con l’uscita di Star Fox e Donkey Kong Country. Ma gli errori del passato bussarono presto alla porta, con un nuovo potente competitor, pronto a cambiare il destino dei videogiochi.
La lotta contro PlayStation
Nintendo aveva lavorato con Sony per lo sviluppo di una versione dello SNES che utilizzasse la tecnologia CD. Quando, nel 1992, il progetto “Nintendo/Sony PlayStation” stava per essere annunciato, il Presidente Yamauchi della “Grande N” fece marcia indietro. Lo SNES rinnovò la propria partnership con gli olandesi di Phillips, tradendo Sony.
Una mossa che causò molti malumori in Giappone, perché molti non videro di buon occhio l’aver preferito un partner estero, rispetto ai connazionali. La scelta di Yamauchi si rivelò disastrosa già nel 1994. Il 3 dicembre uscì la PlayStation di Sony che, invece di rinunciare al progetto, continuò lo sviluppo autonomamente. Fu una rivoluzione. 32-bit, giochi incredibili e tanto, tantissimo divertimento.
Nel 1996, Yamauchi e soci correranno ai ripari con Nintendo 64, ma ormai il dominio del mercato era passato nelle mani di Sony. Soprattutto, l’aver scelto nuovamente il sistema delle cartucce, rispetto ai CD-ROM, mise al sicuro dalla pirateria i titoli di Nintendo. Peccato che fu proprio la pirateria a spingere al successo planetario la PlayStation di Sony!
Leggenda
Lo SNES, comunque, resta la migliore console a 16-bit mai prodotta, con un parco titoli di livello assoluto, capace di far scendere ancora una lacrimuccia ai più nostalgici.
E proprio ai nostalgici si sono rivolti quelli di Nintendo nel 2017, con l’operazione del Nintendo Classic Mini Super Nintendo Entertainment System. Porta HDMI per stare al passo con i tempi, 21 giochi preinstallati, capaci di incontrare il gusto di ogni giocatore. Una ricetta già vincente per il NES Mini, che Nintendo decise di replicare con lo SNES.
In fondo, una leggenda resta tale in eterno. E non c’è gamer (tra i nati negli Anni 80, e non solo!) che non abbia amato questa console che compie in questi giorni 35 anni.
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