Nella società iperconnessa è normale percepire la vibrazione invisibile degli smartphone dalle tasche o dalle borse. Notifiche, pop-up e avvisi sono all’ordine del secondo, soprattutto per chi si prodiga sui social o sui gruppi Whatsapp.
Desiderio di notizie
Ognuno desidera magari ricevere una notizia o una specifica notifica. Il like a un post, il messaggio di risposta a una domanda particolarmente importante, una mail di lavoro che il team aspetta da giorni.
Questo porta a credere di percepire il suono o, più spesso, la vibrazione invisibile di quella notifica. Controllando lo smartphone, però, non risulta alcunché. Spesso la delusione, mista alla disillusione, porta la persona a sperare che presto avranno soddisfazione nella loro attesa. Quando la notifica arriva, alla fine, la soddisfazione è grandissima, ma ci si chiede se valga la pena vivere con questa spasmodica attesa.
La vibrazione invisibile: stress e burnout?
C’è anche un rovescio più cupo della medaglia, legato allo stress e al possibile burnout dovuto al lavoro, o anche allo studio. Nella società contemporanea, uno dei problemi più grandi per i lavoratori, e persino per gli studenti, è l’essere sempre e forzatamente connessi.
La vibrazione fantasma dello smartphone è l’evoluzione di un sentimento comune in tutte le epoche: prima la gente guardava compulsivamente alla cassetta della posta, poi al computer di lavoro. Oggi, lo smartphone è il compagno fidato delle giornate di tutti.
Per ridurre queste false vibrazioni, può bastare qualcosa di semplice: togliere le notifiche superflue, appoggiare il telefono lontano quando siamo a casa, o usare meno la vibrazione e più il silenzioso. Non è solo un modo per evitare questi piccoli momenti di confusione, ma anche per respirare un po’ di più, mentalmente.
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