Il 3 dicembre 1994 è una data scolpita negli annali della storia dei videogiochi, il giorno in cui PlayStation fece la sua comparsa sul mercato. Non solo il passaggio definitivo da cartucce a CD-ROM, ma anche l’apoteosi della generazione a 32 bit. Una rivoluzione, che portò il medium videoludico nelle case di milioni di ragazzi, cambiando totalmente il modo in cui si giocava.
La lotta Nintendo contro PlayStation
Nintendo aveva lavorato con Sony per lo sviluppo di una versione dello SNES che utilizzasse la tecnologia CD. Quando, nel 1992, il progetto “Nintendo/Sony PlayStation” stava per essere annunciato, il Presidente Yamauchi della “Grande N” fece marcia indietro. Lo SNES rinnovò la propria partnership con gli olandesi di Phillips, tradendo Sony.
Una mossa che causò molti malumori in Giappone, perché molti non videro di buon occhio l’aver preferito un partner estero, rispetto ai connazionali. La scelta di Yamauchi si rivelò disastrosa già nel 1994. Il 3 dicembre uscì la PlayStation di Sony che, invece di rinunciare al progetto, continuò lo sviluppo autonomamente. Fu una rivoluzione. 32-bit, giochi incredibili e tanto, tantissimo divertimento.
Nel 1996, Yamauchi e soci correranno ai ripari con Nintendo 64, ma ormai il dominio del mercato era passato nelle mani di Sony. Soprattutto, l’aver scelto nuovamente il sistema delle cartucce, rispetto ai CD-ROM, mise al sicuro dalla pirateria i titoli di Nintendo. Peccato che fu proprio la pirateria a spingere al successo planetario la PlayStation di Sony!
Pirateria
Incredibilmente, infatti, fu proprio la possibilità di hackerare il sistema della console e di piratare i giochi a spingere la fama di PlayStation. Dire che la casa giapponese fosse felice di questo salasso sarebbe davvero troppo: in realtà, soprattutto gli sviluppatori first-party, cominciarono a sviluppare sistemi per evitare il traffico illegale.
Alcuni bloccavano i giochi già dal menu principale, altri impedivano la creazione di salvataggi, altri ancora prendevano in giro i “pirati”, con linee di testo di scherno e derisione.
Nonostante questo, poter piratare la PlayStation con circa 150-200 mila lire, e poi comprare videogiochi ad appena 10 mila lire, portò a un’impennata vertiginosa di vendite. Inoltre, alcuni dei migliori giochi della seconda metà degli Anni 90 uscirono in esclusiva per la prima Play. Crash Bandicoot, Spyro, Tekken, Metal Gear Solid, ma soprattutto Final Fantasy VII, il capitolo della saga di JRPG che più di ogni altro ha reso la console Sony la piattaforma must-have.
31 anni di successi
Da quel 3 dicembre di 31 anni fa non solo tanti grandi successi videoludici per Sony, ma anche altre quattro console casalinghe e due portatili. Una scalata che ha reso il nome “PlayStation” un sinonimo di videogiochi, soprattutto in Italia.
Giochi alla Play? Una domanda che veniva fatta anche se qualcuno stava usando un PC, o una console Nintendo. Oggi, ovviamente, c’è una conoscenza molto più approfondita del medium videoludico, e certi scivoloni fanno parte del passato. Per quanto riguarda il futuro, invece, all’orizzonte c’è la PlayStation 6, e tantissime nuove esclusive Sony. Chissà quanti giochi meravigliosi potremo giocare nei prossimi 31 anni…
Lascia un commento