Sopra la porta d’ingresso dell’Oracolo di Delfi vi era scritto “Gnothi Seauton“, ovvero “Conosci te stesso“. Prima di chiedere all’Oracolo un responso riguardo al futuro, infatti, era preferibile che l’individuo conoscesse se stesso. Nessuno poteva, secondo i Greci, comprendere i criptici messaggi del divino, né interpretarli adeguatamente, se prima non aveva intrapreso un percorso di autocritica e autovalutazione.
Non solo chi si è anagraficamente, ma soprattutto chi si è moralmente e idealmente. Tramite il monito del Gnothi Seauton, infatti, si invita ogni individuo a conoscere a fondo la propria essenza: sogni, aspirazioni, desideri, ma anche paure, timori, angosce. Ciò che si è, ciò che si brama, ciò che si rifugge.
Le criptiche risposte della Pizia
L’Io pervade la concezione di sé, e la definizione di chi si è porta automaticamente alla focalizzazione su ciò che non si è. Se un comune cittadino di Atene si fosse recato presso l’Oracolo, forse, avrebbe chiesto al Dio un vaticinio circa un proprio progetto economico, o sulla buona riuscita di un viaggio. Un potente tiranno, invece, avrebbe domandato come sarebbe finita una guerra, o quale destino fosse previsto per la sua corona.
Erano moltissime le domande che quotidianamente venivano poste alla Pizia, da individui che spesso non avevano nulla in comune, se non il tratto culturale di tenere in alta considerazione il responso divino circa l’insondabile futuro. Eppure, sia il cittadino ateniese, sia il potente tiranno, sia anche il più umile degli schiavi, doveva imparare a conoscere se stesso, prima di poter domandare.
Invero, spesso i responsi venivano interpretati seguendo quanto desiderato dal pellegrino recatosi a Delfi. Celebre la storia di Creso di Lidia, che spiega bene l’importanza di tenere a mente il Gnothi Seauton.
Il Re chiese all’Oracolo un responso riguardo alla possibilità di intraprendere una guerra contro la Persia. La Pizia rispose: “Se attraverserai il fiume Halys, un grande impero cadrà“. Subito, Creso decise di muovere guerra. Ma fu sconfitto da Ciro il Grande, e a cadere fu la Lidia. Creso pensò che il “grande impero” della profezia fosse quello dei Persiani, e non il suo. Il suo peccato fu quello di non conoscere (o riconoscere) la grandezza del suo regno e del suo popolo.
Gnothi Seauton: un monito ancora attuale?
Ma il monito di conoscere se stessi, è ancora attuale nella società contemporanea? L’estremo individualismo che pervade l’attualità sociale, può necessitare ulteriormente di processi quali l’autocritica e l’autovalutazione?
Ovviamente, nonostante oggi si tenda a mettere al centro di ogni ragionamento il proprio “Io”, in realtà l’individualità è in fortissima crisi. Individualismo non è sinonimo di identità. Infatti, mode e tendenze, influenze e omologazioni varie portano a una perdita, da parte dell’individuo, dell’identità. Chi è, veramente, quell’Io che ogni giorno viene presentato agli altri, alla società e al mondo?
Più che per comprendere un oracolo, quindi, oggi il Gnothi Seauton può essere un monito a non perdere l’individualità nel mare dell’uniformazione, positiva o negativa che sia. Per sapere chi si è veramente e, quindi, non portare l’Io a soccombere a un Noi.
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