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Il Natale: una semplice festività?

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È finalmente arrivato il 25 dicembre, il giorno di Natale. Quest’anno la magia di questa festività non si è sentita molto; saranno le temperature ancora regolari? Saranno tutti gli impegni quotidiani a cui pensare? Chi può dirlo, resta il fatto che è una delle festività più attese e amate dell’anno. Un momento da condividere con le persone che si amano, tra affetto e allegria. Ma è stata creata solo per questo? Quali storie si celano dietro il Natale? Viene festeggiato nello stesso modo in tutto il mondo?

Le origini della festività

Il Natale affonda le sue radici in uno scenario di miti e riti pagani che s’intrecciano con la tradizione cristiana. Infatti, prima di diventare il giorno della nascita di Gesù, il 25 dicembre era una data fondamentale per i romani, legata al ritorno della luce dopo il solstizio d’inverno e ai culti del Sole.

La festa del Sol Invictus, è stata istituita nel 274 d.C. dall’imperatore Aureliano proprio il 25 dicembre, non una data a caso. Infatti, quello era il giorno esatto dove il Sole rinasceva dopo aver raggiunto il punto più basso del suo giro annuale. Questa rinascita veniva percepita come un evento che avrebbe portato valenze cosmiche, agrarie e spirituali.

Col passare del tempo, il Sol Invictus prese il posto di alcuni culti solari più antichi, come El-Gabal, la divinità solare portata a Roma dall’imperatore Eliogabalo, oppure Mitra, molto conosciuto tra i soldati. 

Ma dicembre per i romani non era solo importante per la religione: era un mese di cambiamenti e novità. I Saturnalia, celebrati dal 17 al 23 dicembre, cambiavano il sistema della società: gli schiavi sedevano a tavola, mentre i padroni li servivano, ci si scambiava il tradizionale dono chiamato sigillum, ossia piccole statuine. Si giocava d’azzardo anche nei luoghi pubblici e le strade si riempivano di canti e processioni. Alcuni storici ritengono che proprio tale spirito festivo rese difficile al cristianesimo sovrapporre celebrazioni completamente nuove senza conservarne almeno in parte il carattere allegro.

Leggende natalizie

Il Natale non è una festività come le altre, possiede anzi storie e leggende che spesso restano sconosciute:

  • Conoscete il famoso bastoncino di zucchero? Su di esso si nasconde una leggenda. Essa narra che un dolciaio lo creò per ricordare Gesù alle persone. Infatti, questo bastoncino possiede vari significati: il caramello rappresenta Gesù come la roccia solida su cui sono costruite le nostre vite; La forma a “J” sta per Jesus (Gesù) rappresenta la forma di un bastone da pastore; Il colore bianco rappresenta la purezza del peccato e il sapore della menta piperita ricorda quello dell’issopo, una pianta aromatica usata nel vecchio testamento.
  • La leggenda della renna Rudolph è una delle più conosciute, rappresentata anche in film e canzoni. Secondo la storia, Rudolph è una giovane renna con un naso rosso e luminoso, derisa dal proprio branco per colpa di questa sua particolarità. Ma, nella fredda e nebbiosa notte della vigilia, è l’unica che può illuminare la strada a Babbo Natale, aiutandolo a consegnare i regali a tutti i bambini. Oggi, Rudolph è il simbolo dell’importanza di essere sempre se stessi e di come le differenze possano diventare un punto di forza.
  • Il pettirosso è un altro simbolo del Natale e la sua origine si basa su antiche leggende cristiane e medievali. La leggenda racconta di un piccolo uccellino marrone che, trovandosi nella stalla della Sacra famiglia, dove il fuoco che la scaldava stava per spegnersi, per tenere al caldo Gesù Bambino vola verso la fiamma fioca e con le sue ali tiene vivo il fuoco per tutta la notte. Così facendo, l’uccellino si scotta il petto e da quel momento il suo petto si tinge di rosso, diventando simbolo di amore infinito e aiuto verso gli altri.

Come si festeggia nei vari paesi?

C’è anche da sapere che questa festività non viene celebrata nello stesso modo per tutti, bensì si adatta alle tradizioni del luogo, l’importante è percepirne lo spirito natalizio.

In Germania, l’atmosfera è vivida e tradizionale. Le città si riempiono dei Weihnachtsmärkte, i mercatini di Natale, dove si trovano dolci, leccornie e il Glühwein, il vino caldo speziato. Ogni domenica d’Avvento si accende una candela sulla Adventskranz, la corona d’Avvento. Il 24 dicembre, la Heiligabend, le famiglie si riuniscono per una cena semplice, con salsicce e insalata di patate, seguita poi dallo scambio dei regali portati dal Christkind o da Weihnachtsmann, in base alla regione. Il 25 e 26 dicembre sono giorni dedicati ai grandi pranzi e alle visite ai parenti, perché il senso del Natale lì si basa proprio sulla riunione e il ritrovo familiare.

Negli Stati Uniti e in Canada le famiglie decorano alberi, accendono luci e appendono calze per Babbo Natale sopra al camino. Il 25 dicembre è il vero e proprio giorno di festa, dedicato al pranzo in famiglia e allo scambio dei regali. I mercatini natalizi, le sfilate e i concerti rendono l’atmosfera festiva particolarmente vivace, mentre le città si illuminano con decorazioni spettacolari, soprattutto quelle grandi come New York: lì il Natale è uno spettacolo da vedere almeno una volta nella vita.

In Inghilterra il Natale è una festa molto sentita e ricca di tradizioni dal sapore tipicamente britannico. Le celebrazioni iniziano già all’inizio di dicembre con le illuminazioni, i canti dei cori, i carols, e le decorazioni nelle case e nelle strade. Il 25 dicembre le famiglie si riuniscono per il tradizionale pranzo con tacchino arrosto, stuffing, verdure e il celebre Christmas pudding. 

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Articoli scritti
Sofia Ricci

Studentessa del Sistema Moda dell'Istituto Leon Battista Alberti. Vorrei realizzare tutti i miei sogni, ma cerco di restare con i piedi per terra. Spoiler: non ci riesco.

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