Il nuovo anno è iniziato, ma questo 2026 non sembra un affaccio verso il futuro, bensì un un ritorno nostalgico a 10 anni fa, nel 2016. Sui social stanno di nuovo spopolando meme, video, riferimenti a musica, moda e momenti epici di quel periodo. Ormai, tutti percepiscono il nuovo anno come il 2016, un periodo forse più semplice e meno carico di aspettative e impegni. Ma quali sono stati i punti forti di quel periodo che stanno tornando ad essere delle tendenze?
La moda “aesthetic” del 2016

Uno dei contenuti spopolati di nuovo sui social è la moda del 2016: look che non avevano uno schema preciso, volevano solo risultare divertenti. Denim a vita media, felpe oversize, crop top, sneakers iconiche, colori fluorescenti, stampe particolari sulle t-shirt, zainetti minuscoli e occhiali a specchio: gli elementi fondamentali che richiamano quel periodo. Sembrerà una moda disordinata, ma proprio per questo è autentica e unica.
Musica, cinema e leggerezza
“Vorrei ma non posto”, “Andiamo a comandare”, “Comunque andare”, “L’amore non mi basta” e altri brani sono stati i protagonisti del 2016, e non sono mai stati cancellati dalla nostra memoria. Queste canzoni avevano lo scopo di far divertire, ballare e cantare a squarciagola chiunque le stesse ascoltando.
Non possiamo dimenticarci che il 2016 è stato anche l’anno di uscita della prima stagione di Stranger Things, una delle serie tv più amate e commentate del momento, e ovviamente anche di La La Land, Pokémon GO e altri film rimasti tra più amati nel cinema.
I social nel 2016

Il 2016 rappresenta il periodo in cui i social non erano ancora visti come oggi, erano anzi considerati come un semplice momento di svago e di gioco. I tanto amati selfie “nofilter“, le prime challenge, i blog e le prime app di messaggistica con contenuti leggeri sono state le scoperte di quell’anno che hanno segnato le varie piattaforme. Una situazione che, comparata alla visione attuale dei social, appare più leggera, senza essere dominata dai numeri e dalle visualizzazioni; semplicemente un momento in cui internet era più “umano” e senza la competizione da cui è governato oggi.
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