Ormai da anni è la tradizione più amata del Festival: la Serata Cover, del venerdì, rappresenta un appuntamento imprescindibile per milioni di telespettatori, anche quelli che non amano la competizione canora. Infatti, l’occasione di sentire grandi pezzi del passato rende questa serata un must per ogni appassionato di musica.
La prima “Serata Cover” è opera di Paolo Bonolis, che nel 2005 decise di far esibire i big in gara con una versione rivisitata dei loro brani. Impreziosita da un duetto con gli ospiti e variazioni sul tema. Alcuni artisti, grazie alla serata, fecero conoscere una versione addirittura migliore del proprio brano, mentre altri approfittarono del duetto per lanciare messaggi.
Proprio per questo, forse, l’idea di Bonolis rimase in un limbo per circa un decennio. Fabio Fazio, nel 2014, portò sul palco dell’Ariston una serata dal titolo “Sanremo Club”. Tutti i big in gara avrebbero presentato un brano della storia di Sanremo, senza votazioni e senza giuria. Questo prototipo di Serata Cover raccolse un discreto successo di pubblico. Soprattutto, in un periodo in cui il Festival non sembrava riuscire a tornare ai fasti del passato.
Così, nel 2015, Carlo Conti rese istituzionale la Serata Cover. E tale è rimasta fino ad oggi, se non si conta la pausa delle direzioni di Baglioni, che volle riproporre la formula di Bonolis. Le Cover tornano protagoniste con Amadeus, e dal 2019 al 2025 assumono sempre più importanza. La Serata Cover del 2024 è forse la più bella degli ultimi anni del Festival, con una serie infinita di capolavori musicali. Il finale, però, ha lasciato un lungo seguito di polemiche e critiche. Per la vittoria di Geolier (che in realtà si era speso in un’esibizione di grandissimo livello) sulla cover de “La Rondine” di Angelina Mango.
Carlo Conti, dopo un primo anno non particolarmente brillante, punta quest’anno a creare un piccolo evento nell’evento. Sono tanti i nomi importanti che si presenteranno sul palco dell’Ariston in qualità di ospiti, e molteplici i riferimenti e i tributi musicali che gli artisti proporranno nella competizione del venerdì sera.
Arisa si esibirà con il Coro del Teatro Regio di Parma, nella reinterpretazione della celebre Quello che le donne non dicono di Fiorella Mannoia. Il brano immortale scritto da Enrico Ruggeri e musicato da Luigi Schiavone. Il brano, presentato originariamente al Festival 1987, negli Anni 90 è diventato manifesto di un sentire comune per le donne in Italia. La presenza del Coro potrebbe rappresentare un rischio, con la commistione di lirica e pop. Ma Arisa potrebbe facilmente dominare il palco con la sua presenza scenica.
Ma Fiorella Mannoia sarà ospite di Michele Bravi per un tributo all’immensa Ornella Vanoni e alla sua Domani è un altro giorno. Scelta sentimentale e di impatto, che vuole celebrare la bellezza della canzone italiana al femminile e sottolinea ancor di più la sensibilità artistica di Bravi.
Altro brano iconico degli Anni 80 è Occhi di gatto, sigla dell’omonimo cartone animato, che Bambole di Pezza presenteranno con Cristina D’Avena. Polemica sull’utilizzo di un jingle di Occhi di gatto nella più recente campagna pubblicitaria di McDonald’s, che potrebbe aver giocato sul sentimento nostalgico dei giovani elder millennials.
A proposito di polemiche, uno dei duetti più chiacchierati sul web è quello che vede Chiello portare sul palco dell’Ariston una cover di Mi sono innamorato di te di Luigi Tenco, con Morgan. Il brano del 1962 è uno dei più celebri lasciti del cantautorato italiano degli Anni 60. La presenza dello storico frontman dei Bluvertigo, dopo le polemiche degli anni passati, rischia di monopolizzare l’attenzione, distraendo il pubblico dal brano e dall’interpretazione. Per questo, resterà nel retropalco. Morgan, però, è uno dei maggiori conoscitori e divulgatori musicali in Italia, e la sua sapienza potrebbe portare un Tenco moderno e fresco. Non c’è forse musicista migliore, nel panorama italiano, per rendere omaggio al cantautore piemontese.
Scelta azzardata anche per Dargen D’Amico. Su di noi di Pupo verrà reinterpretata proprio con l’amatissimo cantautore toscano. E il jazzista Fabrizio Bosso, tra i più importanti musicisti italiani a livello internazionale. L’unione di pop, jazz e rap potrebbe suggerire una versione avanguardistica del brano, tra i più conosciuti della musica italiana nel mondo.
Attesissima la versione di Ditonellapiaga di The Lady is a Tramp, per la presenza dell’artista cult TonyPitony. Un vero e proprio personaggio virale per la sua presenza scenica, con la parrucca alla Elvis. Il brano è famoso per l’interpretazione di Sinatra, ma gli artisti sul palco potrebbero scegliere di presentare una cover che si discosti moltissimo dall’originale del 1937. Onestamente, l’attenzione del pubblico più giovane del Festival sarà rivolta esclusivamente a TonyPitony.
Eddie Brock, invece, porta con sé Fabrizio Moro, artista molto amato dagli italiani e cantautore di eccellenza. Per una reinterpretazione di Portami via, brano del 2017 già in gara al Festival. Il vincitore di Sanremo Giovani 2007 e Sanremo 2018, quindi, potrà riportare sul palco dell’Ariston un brano che non ha avuto grandissimo successo, ma che rappresenta una svolta introspettiva e autobiografica importante per il cantautore romano.
Meno introspettiva e più caotica sarà la scelta di Elettra Lamborghini, la regina della musica dance in salsa italiana. Porterà un brano simbolo degli Anni 2000, Aserejé delle Las Ketchup. Le figlie del chitarrista El Tomate sono famose quasi esclusivamente per questo tormentone. Canzone che racconta di un gitano di nome Diego, che arriva in una discoteca e il DJ decide di mettere per lui la sua canzone preferita, ovvero Rapper’s Delight degli Sugarhill Gang. Diego, però, non conosce l’inglese, e canta la canzone a modo suo, sbagliando tutte le parole. Un’idea semplice, che ha conquistato le piste da ballo di tutto il mondo nel 2002.
Enrico Nigiotti porta sul palco il cantautorato di livello, con Alfa e la sua En e Xanax, un brano che ha contribuito alla notorietà del genovese tra i più giovani. Testo che parla di fragilità emotive, relazioni interpersonali e disagio generazionale: due voci che potrebbero sposarsi alla perfezione. Viste le tendenze degli ultimi anni nella Serata Cover, potrebbe essere tra i brani che rimarranno maggiormente nella memoria collettiva. Certo, sorprenderebbe enormemente una loro vittoria.
Scelta autoriale anche per Ermal Meta, con Golden Hour di JVKE, canzone sicuramente poco nota al pubblico generalista. Ma brano che l’artista porterà sul palco con l’arrangiamento di Dardust, mattatore del panorama musicale dell’ultimo decennio. Ha composto musiche e brani per moltissimi artisti e vincitori di Sanremo, da Mahmood ad Angelina Mango, e potrebbe essere la rivelazione della serata.
Se dopo il primo ascolto la stampa di settore ha indicato la coppia Fedez & Marco Masini come la possibile vincitrice del Festival, anche la scelta della cover sembrerebbe volta verso il successo. Meravigliosa creatura di Gianna Nannini è un brano incredibile, e sarà impreziosito dal supporto del violoncellista croato Stjepan Hauser, probabilmente per l’assolo. Grande attesa per questa esibizione, come in fondo per tutto il percorso della coppia al Festival 2026.
Renga punta invece sulla versione italiana di Space Oddity di David Bowie, ovvero Ragazzo solo, ragazza sola, che canterà con Giusy Ferreri. Un omaggio al Duca Bianco da parte di uno dei suoi tantissimi fan italiani. È un brano di culto per tutti gli amanti italofoni dello Ziggy Stardust, ma si sarebbe potuto portare, visto il regolamento aperto anche alle lingue straniere, un brano ben più noto al pubblico generalista, come Starman, Heroes o Let’s Dance. Si vedrà se la scelta di Renga e Ferreri pagherà.
Fulminacci sceglie Francesca Fagnani per una versione alternativa di un brano iconico della discografia di Mina: Parole parole. Curiosità su come la giornalista interpreterà il parlato del brano, o se addirittura si arrischierà alle parti canore. Sicuramente, uno degli esperimenti più curiosi e interessanti della Serata Cover, ma da Fulminacci non ci si sarebbe potuti aspettare nulla di meno.
Anche Malika Ayane si fa accompagnare da un artista extra-musicale. L’attore Claudio Santamaria porterà la sua carica interpretativa per la versione di un grande successo di Mina, Mi sei scoppiato dentro il cuore, forse tra i brani della tradizione italiana che sembrano maggiormente cuciti sulla voce e sulla potenza sonora di Malika Ayane. Preparare i fazzoletti.
Segue questa linea solitaria anche la regina del pop italiano Anni 60 e 70: Patty Pravo porta in scena una cover di Ti lascio una canzone e decide di farsi accompagnare dal primo ballerino della Scala, Timofej Andrijashenko. Lei penserà alla musica e al canto, mentre Andrijashenko ruberà il cuore degli spettatori con la sua interpretazione.
Sarà invece uno stacco spensierato e allegro quello che J-AX proporrà sul palco dell’Ariston accompagnato dal collettivo hip-hop milanese Ligera County Fam. E la vita, la vita di Cochi e Renato parla della Milano degli Anni 70, della sua comicità e della voglia di freschezza e novità del capoluogo lombardo, ma nel tempo è diventata un tormentone di spensieratezza e allegria.
Leo Gassman, con Aiello, porta un altro brano scritto da Mogol, sulla musica di Riccardo Cocciante: il successo del 1975 Era già tutto previsto. Scelta forse controcorrente, come quella di LDA & AKA 7Even, che reinterpretano Andamento Lento con lo storico batterista di Pino Daniele (e non solo), ovvero il maestro Tullio De Piscopo. Sarà comunque un modo per onorare la carriera di un grandissimo artista e innovatore della musica italiana.
Levante, con Gaia, porta invece un altro successo della Nannini, questa volta però maggiormente impegnato e volto alla rottura con la tradizionale figura femminile degli Anni 60 e 70. I Maschi fu una rivoluzione sonora e Levante, con le sonorità multiculturali di Gaia, potrebbe ricreare quel senso di separazione, dando linfa nuova a questo manifesto antimaschilista.
E sempre nell’autorialità sonora rientra la scelta di Luché di chiamare all’Ariston uno dei suoi idoli, Gianluca Grignani. Canteranno uno dei successi più amati dai fan del grande cantautore milanese, ovvero Falco a metà. Non una scelta a favore del pubblico, ma un modo per far scoprire anche ai più giovani un artista troppo spesso incompreso e dimenticato.
Mara Sattei sembra spesso una outsider, ma è un’artista capace di emozionare e stupire. Occhi puntati sul suo percorso al Festival, ma anche sulla sua interpretazione de L’ultimo bacio di Carmen Consoli. Mecna, che la accompagnerà sul palco, è un rapper ancora poco conosciuto al pubblico generalista, ma potrebbe dare un apporto decisivo e una carica introspettiva estremamente potente alla cover.
Maria Antonietta & Colombre riportano sul “luogo del misfatto”, a un anno di distanza, Brunori Sas. Il cantautore calabrese, che lo scorso Festival ha stupito ed emozionato con la sua sensibilità e il suo calore, porterà in scena la celebre canzone di Jimmy Fontana, Il Mondo.
Dopo la partecipazione dell’anno passato, torna all’Ariston anche John Thiele, per accompagnare Nayt nella sua interpretazione, rischiosa e attesissima, de La canzone dell’amore perduto di Fabrizio De André. Ogni canzone del repertorio di Faber è vista come un tabù intoccabile e inavvicinabile da una grande fetta di appassionati, ma Nayt e Thiele potrebbero vincere questa scommessa.
E sempre in scia ai protagonisti del Festival 2025, anche i The Kolors tornano in scena con Raf, per una versione innovativa di The Riddle di Nik Kershaw. Forse più vicina alla sonorità dance del gruppo di Stash che alla voce di Raf, potrebbe essere una delle rivelazioni della serata, ma una loro vittoria resta improbabile.
Curiosità anche per Hit the Road Jack e l’interpretazione che porteranno sul palco Sayf, Alex Britti e Mario Biondi. Blues, pop, rock, soul, rap e trap. Una ratatouille musicale che potrebbe rivelarsi clamorosamente intrigante. Biondi è una voce che scalda l’anima, Britti un autore sensibile e intimo. Che sia una finestra su una possibile avanguardia musicale?
Occhio invece al possibile exploit di Baila Morena, che Samurai Jay riproporrà all’Ariston con il supporto di Roy Paci e Belén Rodriguez. La canzone di Zucchero non può essere definita un vecchio successo, perché è di quelle musiche che non sono mai del tutto scomparse dalle radio e dalle playlist italiane. Potrebbe essere una scelta vincente.
Mentre ci si aspettava un azzardo maggiore da parte di Sal Da Vinci, che potrebbe passare all’incasso dopo il successo avuto nel 2025 con la sua hit Rossetto e Caffè. Il suo duetto con Zarrillo, però, segna solamente continuità nel percorso melodico dell’artista, e potrebbe persino rivelarsi controproducente agli occhi di un pubblico più esigente come quello sanremese.
Altra artista che potrebbe partire con i favori del pronostico per i suoi successi recenti è Serena Brancale. La “Zia”, artista poliedrica con sonorità particolarissime, porterà in scena una rivisitazione di Besame Mucho, con Delia e Gregory Porter. L’intento potrebbe essere quello di esplorare una dimensione dance innovativa, con commistioni di jazz e bossa nova.
Prevedibilmente, saranno meno innovative le scelte di Tredici Pietro di interpretare Vita di Lucio Dalla con Galeffi e Fudasca. Consola vedere artisti della scena romana, clamorosamente sottorappresentata negli ultimi anni del Festival. Meno legato all’underground capitolino è infine il cantautore Tommaso Paradiso, che molti vorrebbero già vincitore del Festival. Nella Serata Cover si presenterà con gli Stadio per proporre la sua versione de L’ultima luna, altro brano di Dalla che il gruppo ha spesso eseguito live.
Per conoscere l’ordine di esibizione delle cover si dovrà attendere proprio venerdì 27 febbraio, ma si può già sapere che, come è capitato spesso negli ultimi anni, i favoriti saranno gli artisti che si esibiranno prima delle 23. Sarà comunque una serata lunghissima, spesso più impegnativa della Finale per il carico emotivo dei tributi musicali. L’intento di Carlo Conti, nemmeno troppo velato, è di replicare l’enorme successo del 2024. Ci riuscirà?
Lascia un commento