Il 25 novembre Chiara Ferragni è tornata in tribunale, luogo in cui è stata richiesta la condanna di un anno e otto mesi di carcere per il pandoro gate, lo scandalo della pubblicità ritenuta ingannevole che ha rovinato la reputazione dell’influencer.
Il pandoro gate
Tutto iniziò il dicembre del 2022, quando uscì la notizia che i consumatori, credendo di contribuire ad una campagna benefica, acquistarono, a prezzo maggiorato, un pandoro promosso dall’influencer, quando una donazione era stata fatta già mesi prima; allo stesso modo, è accaduto durante il periodo di Pasqua, con le uova di cioccolato. È a quel punto che l’autorità per la concorrenza ha sanzionato Chiara Ferragni con una multa di un milione di euro. Dopo il rifiuto di pagamento da parte dell’influencer, la stessa ha pubblicato un video di scuse, che annunciava la donazione di un milione di euro all’ospedale Regina Margherita.
Questo video, però, non basta a salvarla dalla perdita dei follower, e neanche dal processo.
L’accusa
L’influencer è stata accusata di truffa aggravata. Questo a causa di due operazioni commerciali che sarebbero state dichiarate a scopo benefico, facendo ottenere all’influencer un profitto ingiusto. A quasi 2 milioni e 225 mila euro ammonta il guadagno ricavato dal pandoro gate, più altri benefici legati al ritorno di immagine.
Chiara Ferragni ha sempre respinto ogni accusa, ribadendo di non aver commesso alcuna irregolarità nelle operazioni promozionali dei prodotti Dolci Preziosi. Dichiarando inoltre di aver fatto tutto in buona fede.
In tribunale
La prima udienza, celebrata il 13 settembre, si è svolta in fase predibattimentale, in modo da poter valutare le eccezioni procedurali e le costituzioni di parte civile. Mentre il 25 novembre è stata svolta la seconda udienza, durata un’ora e mezza.
Il processo si apre con la parte civile della casa del consumatore, e alla fine, tra i consumatori a sentirsi truffati non c’è più la signora Adriana di Avellino, l’anziana acquirente che pensava di aiutare i bambini acquistando il pandoro rosa. È infatti stato dichiarato dall’avvocato Cenciarelli, che c’è stato un risarcimento, la somma è ovviamente segreta, ma è stata interamente donata in beneficienza.
La condanna
La richiesta di condanna della pubblica accusa tiene conto della scelta del rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena per l’imputato, arrivando ad 1 anno e 8 mesi. Oltre all’influencer, però, sotto processo ci sono il suo ex manager Fabio Maria Damato e il presidente di Cerealitalia-Id Francesco Cannillo. Per loro, la procura ha chiesto condanne pari a 1 anno e 8 mesi e 1 anno.
Nella prossima udienza del 19 dicembre, ci sarà la requisitoria della difesa e il verdetto è atteso per gennaio. Non resta che aspettare.
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